Che poi le groupie, le pensi sempre strafatte, zoccole e fregne degli anni 70.
Sempre in tour e sempre a divertirsi.
Eh, Certo perché secondo voi non esistono oggi, le groupie?
Solo perché non esiste più un David Bowie, Hendrix, Jim Morrison e perché Mick Jagger ha già cambiato il sangue almeno una dozzina di volte, non vuol dire che non ci siano groupie che aspettano i "loro" uomini, alla fine del concerto per un bacio o in attesa che postino una foto su qualche social per capire com'è andata la serata.
Le groupie hanno il fegato enorme e non solo per l'alcool, ma per tutto quello che devono vedere.
Sì, su sti cazzo di social le fan invadono peggio dei Pokemon le bacheche e le vite di chi pensi sia solo tuo, che invece tuo non è per un cazzo.
Non può essere solo tuo quando sta in tour per 8 mesi e tu groupie del 2016, lo sai.
Tu non ci vai in tour con il pulmino tutto colorato wolkswagen che è diventato un furgone bianco, come quello che trasporta le provole.
Tu stai in città a lavorare, ci vai con la musica sparata a palla che se anche passasse un tir tu non lo sentiresti arrivare perché l'unica cosa che conta sono le tue canzoni nel telefono.
Tu groupie del 2016 vai a dormire sfatta dal lavoro e dai pensieri, con al max 15 gocce di lexotan in corpo sperando di svegliarti la mattina con un messaggio senza senso che ti ha inviato alle 530 da ubriaco.
Cerchi di andare ad un concerto per fargli una sorpresa ma hai una riunione e un giorno a lavoro non te lo puoi prendere.
Forse è colpa delle nuove leve, che sono finto pop mainstream, a giorni alterni Sid Vicious, indie ma nella fase non indie. Che giurano di rimanere quei piccoli squat che erano, ma che alla fine hanno rotto tutti gli specchi per non guardarsi mai in più in faccia.
Così naif da farti sentire il cuore di nuovo tutto intero.
O forse è colpa delle groupie che alla fine non si sono mai divertite e che hanno sempre aspettato il loro amore, accontentandosi.
Che zoccole non erano, ma facevano solo cazzate da Penelope tradita.
Erano fregne quelle degli anni 70, e secondo me quello non è ancora cambiato.
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giovedì 21 luglio 2016
martedì 1 dicembre 2015
Houston, nessuno ci scopa più.
Che poi una volta trombare era una parola mezza tabù.
Sì quando noi ragazze parlavamo di trombare era sempre per cercare di evitare o meglio eravamo combattute se era meglio farlo o no e soprattutto se ne parlava per cercare di scegliere a chi darla e a chi no, vista la quantità di ragazzi che ti si volevano fare.
Ora trombare è la parola del miraggio, premesso che non ho 60 anni ma 34. Sì belli miei qui c'è un problema, i ragazzi hanno una fottutissima paura a trombarci. La cosa più divertente in tutto questo dramma generazionale sono le scuse che s'inventano per non fare all'ammore.
Scuse che hanno raccontato a me e alle mie amiche (credetemi non siamo un gruppo di befane) e di cui voglio rendervi partecipi.
Dopo varie uscite con un tipo, per dirla tutta anche molto bruttino ma molto interessante e super divertente per semplicità lo chiamerò Woody Allen.
Un sera c'erano tutti gli ingredienti per una sana scopata che forse poi si sarebbe potuta trasformare anche in amore. Ma dopo litri di vino, drinks vari, mi butta sul divano, via la camicia e quando eravamo mezzi nudi sdraiati uno sull'altro, si blocca e mi dice: sei troppo fica, io ho un problema: faccio sesso solo con quelle brutte.
Ok, ora ditemi voi cosa avrei dovuto fare, ovviamente non ho fatto niente e detto niente come al mio solito. Ma c'era sul serio da dirgli: Scusa, puoi ripetere che non ho capito bene con chi fai sesso tu?.
Non vi dico come va a finire perché è molto complicata, ma ricordatevi di Woody Allen, perché tornerà.
Questa volta è il turno di un Regista nerd in erba, biondino e dalla faccia paffutella. Eravamo amici, ma c'era stata quella rinomata "elettricità" tra di noi, una sera come tante in cui vado a casa sua per vedere un film e parlare di cinema scatta quella tanto attesa scintilla. Baci, bottiglia di vino a terra, lui che mi scaraventa sul tavolo, la gonna sbottonata e sento:oddio, oddio, cazzo.
Ed io: Che succede?
Vedo intanto lui piegato a terra con le mani tra le gambe: Muoio dal dolore, oddio.
Faccio per alzarlo e lui: Ti prego aiutami, sto male, somatizzo. Questo dolore alle palle lo conosco, mi è già successo altre due volte.
Ed io: Quando?
Regista: Prima di laurearmi e quando mio padre ha avuto l'infarto.
Ho passato la serata a fargli la camomilla e antidolorifici.
Ne volete delle altre? Ne ho ancora molte altre, io. E voi?
Sì quando noi ragazze parlavamo di trombare era sempre per cercare di evitare o meglio eravamo combattute se era meglio farlo o no e soprattutto se ne parlava per cercare di scegliere a chi darla e a chi no, vista la quantità di ragazzi che ti si volevano fare.
Ora trombare è la parola del miraggio, premesso che non ho 60 anni ma 34. Sì belli miei qui c'è un problema, i ragazzi hanno una fottutissima paura a trombarci. La cosa più divertente in tutto questo dramma generazionale sono le scuse che s'inventano per non fare all'ammore.
Scuse che hanno raccontato a me e alle mie amiche (credetemi non siamo un gruppo di befane) e di cui voglio rendervi partecipi.
Dopo varie uscite con un tipo, per dirla tutta anche molto bruttino ma molto interessante e super divertente per semplicità lo chiamerò Woody Allen.
Un sera c'erano tutti gli ingredienti per una sana scopata che forse poi si sarebbe potuta trasformare anche in amore. Ma dopo litri di vino, drinks vari, mi butta sul divano, via la camicia e quando eravamo mezzi nudi sdraiati uno sull'altro, si blocca e mi dice: sei troppo fica, io ho un problema: faccio sesso solo con quelle brutte.
Ok, ora ditemi voi cosa avrei dovuto fare, ovviamente non ho fatto niente e detto niente come al mio solito. Ma c'era sul serio da dirgli: Scusa, puoi ripetere che non ho capito bene con chi fai sesso tu?.
Non vi dico come va a finire perché è molto complicata, ma ricordatevi di Woody Allen, perché tornerà.
Questa volta è il turno di un Regista nerd in erba, biondino e dalla faccia paffutella. Eravamo amici, ma c'era stata quella rinomata "elettricità" tra di noi, una sera come tante in cui vado a casa sua per vedere un film e parlare di cinema scatta quella tanto attesa scintilla. Baci, bottiglia di vino a terra, lui che mi scaraventa sul tavolo, la gonna sbottonata e sento:oddio, oddio, cazzo.
Ed io: Che succede?
Vedo intanto lui piegato a terra con le mani tra le gambe: Muoio dal dolore, oddio.
Faccio per alzarlo e lui: Ti prego aiutami, sto male, somatizzo. Questo dolore alle palle lo conosco, mi è già successo altre due volte.
Ed io: Quando?
Regista: Prima di laurearmi e quando mio padre ha avuto l'infarto.
Ho passato la serata a fargli la camomilla e antidolorifici.
Ne volete delle altre? Ne ho ancora molte altre, io. E voi?
lunedì 21 settembre 2015
Tutti felici a parte il mio stomaco.
Sono stata brava l'altra sera alla mostra-concerto di Valvola Mitralica.
Mi sono messa a tiro, un vestito viola comprato a Los Angeles con tutti i bottoni sul davanti e spacco, un paio di stivaletti neri ovviamente con super tacco, trucco e insomma ho prestato attenzione al mio aspetto in modo particolare quella sera.
E poi sono stata bravissima, sì brava nel senso che ho recitato da Dio la parte della migliore amica, (penso che l'Academy dovrebbe dare dei premi anche nella vita quotidiana, tipo che all'improvviso mentre stai lavando i piatti arrivano e con luci sparate in faccia ti dicono: The winner is Nina for best actress of the last 20 years).
Non vi descrivo la mia sofferenza interiore, avevo paura che il cuore saltasse fuori dal vestito al posto della tetta. Lui giocava con questo mio ruolo interpretato benissimo.
Che fottuto stronzo, ma vi giuro volevo insultarlo prenderlo a pizze davanti a tutti, non faceva altro che abbracciarmi e dirmi Nina ti voglio bene, ti voglio bene e, invece sono stata fortissima quella sera, sì forse anche troppo.
Tornata a casa, mi sono addormentata e l'ho sognato.
La mattina mi sono svegliata con un cerchio alla testa e una tristezza infinita che si propagava per tutto il corpo, ed è andata avanti così per tutto il giorno. Tutto questo malessere soffocato alla fine è uscito fuori all'improvviso alle due di notte del giorno dopo con un dolore fortissimo allo stomaco, che mi ha fatto vomitare ogni ora da quel momento fino alle 8 del mattino seguente.
E niente mi è venuto un virus intestinale con febbre a 39 e sono ancora mezza morta nel letto.
Sono stata brava, no?
Mi sono messa a tiro, un vestito viola comprato a Los Angeles con tutti i bottoni sul davanti e spacco, un paio di stivaletti neri ovviamente con super tacco, trucco e insomma ho prestato attenzione al mio aspetto in modo particolare quella sera.
E poi sono stata bravissima, sì brava nel senso che ho recitato da Dio la parte della migliore amica, (penso che l'Academy dovrebbe dare dei premi anche nella vita quotidiana, tipo che all'improvviso mentre stai lavando i piatti arrivano e con luci sparate in faccia ti dicono: The winner is Nina for best actress of the last 20 years).
Non vi descrivo la mia sofferenza interiore, avevo paura che il cuore saltasse fuori dal vestito al posto della tetta. Lui giocava con questo mio ruolo interpretato benissimo.
Che fottuto stronzo, ma vi giuro volevo insultarlo prenderlo a pizze davanti a tutti, non faceva altro che abbracciarmi e dirmi Nina ti voglio bene, ti voglio bene e, invece sono stata fortissima quella sera, sì forse anche troppo.
Tornata a casa, mi sono addormentata e l'ho sognato.
La mattina mi sono svegliata con un cerchio alla testa e una tristezza infinita che si propagava per tutto il corpo, ed è andata avanti così per tutto il giorno. Tutto questo malessere soffocato alla fine è uscito fuori all'improvviso alle due di notte del giorno dopo con un dolore fortissimo allo stomaco, che mi ha fatto vomitare ogni ora da quel momento fino alle 8 del mattino seguente.
E niente mi è venuto un virus intestinale con febbre a 39 e sono ancora mezza morta nel letto.
Sono stata brava, no?
lunedì 14 settembre 2015
Settembre è sempre un mese del cavolo.
Ci risiamo, ho bisogno di voi, sì siamo alle solite, sempre colpa di Valvola Mitralica.
Voi pensavate che fosse uscito definitivamente dalla mia vita, o meglio in quella non è mai entrato...uscito dalla mia testa insomma.
Voi pensavate che fosse uscito definitivamente dalla mia vita, o meglio in quella non è mai entrato...uscito dalla mia testa insomma.
Lentamente sto facendo molti progressi e ne sono felice.
Ma ci sono stati momenti pesanti e, soprattutto mercoledì sarà una giornata da valium.
In viaggio a LA ho pensato solo a lui, che cosa tremenda. va bene ma quello è inevitabile.
Ma ora ci sarà qualcosa di più grave, mercoledì c'è una sua mostra /live ( ah sì, non vi ho detto, lui è un musicista, performer insomma un cazzo di artista).
Bene, mercoledì dovrò presenziare all'evento per facciata.
La cosa peggiore sapete qual è? che in questo periodo lui è sparito completamente e volete sapere il motivo? Pretendeva da me un aiuto economico per mettere in piedi la mostra. Ma io questa volta non l'ho fatto ( cioè non mi sono per niente sbattuta per trovargli sponsor o altro) e lui zero!
Conferme su conferme del suo opportunismo. Ho solo ricevuto il suo invito e dovrò andare purtroppo per non dargli la soddisfazione di essere arrabbiata con lui. MA credetemi non riesco a capire come comportarmi. Lui farà il divo della situazione ed io avrò lo stomaco spappolato e in faccia un sorriso falsissimo.
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venerdì 26 giugno 2015
Il mio cuore è un budino.
Un sussulto al cuore.
No, non ho scartato un bacio perugina, anche se vorrei mangiare almeno un tubo di baci di 1.80 cm.
No, non ho scartato un bacio perugina, anche se vorrei mangiare almeno un tubo di baci di 1.80 cm.
Non so se era un sussulto o boh non so come si potrebbe chiamare ma mentre percorrevo come tutti i santi giorni, il tragitto da casa a lavoro, con le cuffie e john lennon a palla e con il solito passo da soldato pronto per l'esecuzione, sento improvvisamente le gambe pesanti. Mi blocco per un secondo e ho come la sensazione di sentire, dentro, vicino al petto un budino che inizia a muoversi e su cui all'improvviso viene versato del cioccolato fuso. Più di preciso ho sentito l'attimo in cui il cioccolato caldo cola e nello scivolare sulle pareti viscide del budino qualche pezzo inizia a sciogliersi, creando quasi un buco.
Boh forse si chiama sussulto?
E tutto perché nella mia playlist di quel merdoso telefono che mi ritrovo, c'era finito un delizioso messaggio audio.
Era un messaggio di Valvola Mitralica.
Un vecchio messaggio in cui mi mandava gli auguri di compleanno cantati. Ormai non li conto quasi i più i giorni passati dall'ultima volta che l'ho visto.
Mi sono rotta le palle di fare la fica ed essere forte, mi manca sì manca un botto e se lo dovessi vedere all'improvviso penso che scoppierei in infinite lacrime.
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